Benvenuti, qui vi parlo un po' di me
Chi sono
Mi chiamo Tatyana, sono originaria di Padova e sono approdata alla ceramica nella mia seconda vita, dopo il trasferimento in Piemonte.
Nasco come disegnatrice di moda. Dopo il diploma ho lavorato in alcune sartorie e uno studio stilistico ottenendo grandi soddisfazioni a livello professionale non corrisposte da altrettante soddisfazioni al livello economico. Così, delusa, ho cambiato strada e ho preso una laurea in Storia dell'Arte mettendo poi da parte le velleità artistiche per diversi anni.
È in questo momento che mi appassiono allo studio e alla coltivazione del bonsai.
Nel 2018 ho deciso di mollare tutto per seguire il mio cuore e di trasferirmi in provincia di Torino dal mio compagno. Ed è proprio lui che mi ha spinto a fare un corso di ceramica. Il corso è durato meno del previsto (dopo le prime lezioni non ne sono seguite altre), ma ormai io ero completamente innamorata.
Ho iniziato a creare i miei primi oggetti in casa, sul tavolo che usavo per cucire. Una soluzione per niente comoda, soprattutto con due gatti in casa che adoravano l'argilla quanto me. Dopo 5 anni mi sono trasferita in un laboratorio a due passi da casa che condivido con un'altra ceramista.
Ricapitolando. Nasco come sarta, strada facendo mi sono appassionata all’arte del bonsai, più recentemente mi sono innamorata della ceramica.
Le mie creazioni sono in frutto dell’incontro delle mie tre passioni.
Mostre e concorsi
- 2021 - 3^ classificata al Bonsai Ceramic Contest organizzato dal Bonsai Club di Bressanone (Bolzano).
- 2023 - 2^ classificata al Bonsai Ceramic Contest organizzato dal Bonsai Club di Bressanone (Bolzano).
- 2025 - Opera selezionata per la 64^ Mostra della Ceramica Castellamonte (Torino)
- 2025 - 2^ classificata nella categoria "Vaso Moderno" al Crespi Pot Cup, Parabiago (Milano)
Cosa faccio
Creo vasi per bonsai in equilibrio (precario) tra le forme classiche e i mie sprazzi di creatività, accessori per l'esposizone del bonsai (okimono e tenpai) ispirati alla tradizione giapponese con un pizzico di modernità, oggetti d'uso quotidiano in cui confluiscono tutti gli stimoli delle mie passioni, oggetti per la cerimonia del tè, lo shodo, il sumi-e.
Perché tatare
Quando ho deciso di cambiare il mio nick name storico (al quale sono molto affezionata, ma che aveva fatto il suo tempo), inizialmente ho pensato a un gioco di parole, ma i giochi di parole devono essere estremamente intelligenti per essere efficaci e io non sono riuscita a trovarne uno convincente.
Poi ho valutato l’utilizzo di una parola giapponese, come fanno molti creatori di vasi per bonsai, ma nemmeno questo mi convinceva.
Alla fine ho trovato una parola che riunisce tutto: il mio lavoro, il mio amore per la cultura giapponese, le mie origini.
TÀTARA, in giapponese, è la tecnica della lastra, quella che uso principalmente per le mie creazioni.
TÀTARA (pl. tàtare) in dialetto veneto significa una cosa piccola, un ninnolo, un oggetto che, anche se sembra inutile, potrebbe sempre servire.